La visione vibrante del fotografo belga-marocchino si distingue nettamente da ciò a cui siamo abituati nel panorama fotografico. Unisce impegno ed estetica per catturare immagini di grande impatto.


Mous Lamrabat è un fotografo autodidatta il cui lavoro si colloca all'incrocio tra estetica, valori personali e impegno nella promozione dell'Africa, il suo continente d'origine. Le sue fotografie, immediatamente riconoscibili per i toni contrastanti, catturano lo sguardo e al contempo stimolano la riflessione.
Mous Lamrabat, che ha inizialmente studiato architettura d'interni, conserva da questa disciplina un'affinità per le forme geometriche perfette, la composizione e la simmetria. Dotato di grande creatività, denuncia – alla maniera di Martin Parr – la società dei consumi attraverso allestimenti surreali, ironici e di forte impatto estetico. Trova ispirazione nelle sue radici marocchine, che fonde con riferimenti e dettagli insoliti: loghi di McDonald's e Nike, armi ricoperte di fiori, faccine sorridenti…
Le fotografie che crea non sono soggette ai dettami della fotografia di moda. Le modelle, che sono centrali nelle sue narrazioni, appaiono spesso, se non sempre, mascherate o quasi irriconoscibili. Mentre gli standard dominanti ci abituano a vedere figure caucasiche con silhouette perfette, le modelle nelle fotografie di Mous Lamrabat hanno un aspetto completamente diverso. Se le modelle nell'industria della moda sono per le donne ciò che una bella penna è per uno scrittore, Mous Lamrabat sfida questa pratica e provoca un'analisi critica da parte del suo pubblico. Il colore gioca un ruolo essenziale, permettendogli di trasmettere un senso di appartenenza culturale attraverso le sfumature che utilizza. Le sue fotografie, simili a cartoline, restituiscono la verità sul suo paese d'origine, senza trascurare la bellezza. Mous Lamrabat promuove una bellezza "consapevole", fotografie politiche che richiedono particolare attenzione all'estetica e alla composizione. Le intenzioni non sono lasciate al caso, gli accessori sembrano fatti a mano, lo styling è pertinente al messaggio e vengono incorporati elementi soprannaturali.


L'ultima mostra di Mous Lamrabat si intitola "Moustalgia". In essa, l'artista celebra frammenti della sua infanzia e figure eroiche famose che all'epoca adornavano le pareti della sua camera da letto. Come sottolinea il fotografo, prima che i social media diventassero i nostri diari personali, la nostra fonte di ispirazione e la nostra tela per esprimerci, il nostro modo di costruire la nostra identità e il nostro senso di appartenenza a un gruppo si materializzava sulle pareti delle nostre camere da letto d'infanzia. Mescolando paesaggi del Senegal e del Qatar con riferimenti alla cultura pop degli anni '1990, Lamrabat ha creato un progetto intriso di ironia e gioia, concepito come un vero e proprio viaggio culturale. «"Moustalgia" è la mia nostalgia personale. Un ritorno a un'epoca in cui non esistevano le bollette da pagare, in cui contavano solo il gioco, la gioia e le marachelle. Non mi ero reso conto che quello era stato il periodo migliore della mia vita. Gli anni '1990 sono stati gli anni più stimolanti, quando essere strani o selvaggi sembrava normale.» La serie ci invita a dimenticare le nostre responsabilità e a immergerci nel mondo dell'immaginazione infantile, prendendoci il tempo di ammirare, ad esempio, la sua versione delle Tartarughe Ninja. Cattura alla perfezione un'innocenza intrisa di colori caldi e vivaci che lenisce i mali del mondo.
Mous Lamrabat non è un fotografo come tutti gli altri. Per denunciare gli eccessi della società consumistica, esagera certi elementi che tendiamo a consumare in grandi quantità senza sempre interrogarci su di essi. Le sue immagini diventano così veicolo di un processo creativo che unisce messaggio politico e rappresentazione culturale. L'Africa, che è al centro della sua narrazione, si rivela come un continente fiero e ricco, una ricchezza che trascende il lusso e l'ostentazione. Le fotografie di Mous Lamrabat sono grandi affreschi che raffigurano molteplici verità senza sacrificare il piacere della bellezza.










