RENÉ GROEBLI, LA FOTOGRAFA CHE HA PORTATO IL MOVIMENTO ALL'IMMAGINE

Il fotografo svizzero René Groebli si è spento il 5 maggio 2026 a Zurigo all'età di 98 anni. Attraverso le sue immagini permeate di sfocatura, luce e velocità, ha profondamente rinnovato il linguaggio fotografico del dopoguerra.

La scomparsa di René Groebli segna la fine di un fotografo che ha costantemente cercato di spingere oltre i confini dell'immagine fissa. Nato a Zurigo nel 1927, l'artista svizzero apparteneva alla generazione che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, trasformò la fotografia in un vero e proprio campo di sperimentazione visiva.

In un'epoca in cui la fotografia era ancora in gran parte dominata dalla precisione documentaristica, René Groebli scelse una strada diversa. Le sue immagini privilegiavano le vibrazioni, il movimento e le variazioni di luce piuttosto che la nitidezza assoluta. Per lui, la sfocatura divenne uno strumento di percezione, non un effetto estetico. Il suo obiettivo non era solo quello di ritrarre una scena, ma di trasmettere un'emozione.

Questo approccio apparve per la prima volta nel 1949 in "Magie der Schiene" ("La magia delle rotaie"), un'opera oggi considerata uno dei fotolibri fondamentali del dopoguerra. Realizzata durante un viaggio in treno tra Parigi e Basilea, la serie cattura la velocità delle locomotive attraverso fumo diffuso, luci intermittenti e inquadrature mutevoli. René Groebli introdusse una forma di narrazione visiva ancora rara all'epoca, più vicina al ritmo del cinema che alla fotografia classica.

Zurigo-Svizzera-1947 ©René Groebli-Per gentile concessione di Bildhalle

Qualche anno dopo, pubblicò Das Auge der Liebe ("L'occhio dell'amore"), una serie realizzata durante la luna di miele con la moglie Rita. Le opere ritraggono frammenti di vita quotidiana, corpi parzialmente visibili, stanze silenziose e giochi di luce naturale. Lontano dalle rappresentazioni idealizzate allora comuni nella fotografia di nudo, René Groebli offre una visione dell'intimità più fragile e immediata.

Al momento della sua pubblicazione nel 1954, il libro suscitò reazioni contrastanti. Alcune immagini furono considerate troppo personali per l'epoca, mentre altre furono acclamate come un nuovo modo di fotografare le coppie e il desiderio. Ancora oggi, Das Auge der Liebe rimane un punto di riferimento fondamentale nella storia del fotolibro.

Assemblaggio di una Opel Record, General Motors (D21), Biel, Svizzera, 1961 © René Groebli Estate / Bildhalle

Il lavoro di René Groebli attirò ben presto l'attenzione di Edward Steichen, all'epoca direttore del dipartimento di fotografia del Museum of Modern Art di New York. Diverse sue opere entrarono a far parte delle collezioni del museo, contribuendo al riconoscimento internazionale del fotografo svizzero.

Nel corso dei decenni, René Groebli ha sviluppato una pratica artistica particolarmente variegata. Ha realizzato lavori per l'industria e la pubblicità, continuando al contempo la sua ricerca artistica. Negli anni '1960 e '1970, in particolare, ha sperimentato le possibilità del trasferimento di colore e dell'uso di colori saturi, lavorando con contrasti e materiali con grande libertà tecnica.

René Groebli fotografiert seineFrau ©René Groebli Per gentile concessione di Bildhalle.

La sua opera occupa un posto unico nella storia della fotografia europea. A differenza di molti fotografi della sua generazione, fedeli a un'interpretazione strettamente documentaristica della realtà, René Groebli ha introdotto una dimensione più sensoriale nell'immagine. Le sue fotografie si basano spesso sull'incertezza della percezione, sulle variazioni di luce o sulle tracce lasciate dal movimento.

Questo approccio continua a influenzare molti artisti contemporanei. In un'epoca in cui le immagini digitali spesso privilegiano l'immediatezza e l'iper-definizione, il lavoro di René Groebli ci ricorda che una fotografia può anche suggerire, disorientare o lasciare spazio a un senso di inquietudine.

Anche in età avanzata, il fotografo continuò a frequentare mostre dedicate al suo lavoro. Le sue immagini sono oggi presenti in diverse importanti collezioni, in particolare al Museum of Modern Art di New York e al Kunsthaus di Zurigo.

La sua opera rimane quella di un artista che ha contribuito all'evoluzione della fotografia del XX secolo verso uno stile più libero, più sensibile alle percezioni e meno legato alla mera riproduzione della realtà.

Eva Kaplan

L'occhio dell'amore ("L'occhio dell'amore")
Casa editrice Arthur Niggli, 1954

Magie der Schiene (“La magia della ferrovia”)
Editori Fretz & Wasmuth, 194

Parigi-1952 Auge der Liebe ©René Groebli Estate Bildhalle

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