

©Stig De Block I CHR7 – 1 Palm, Montebello Park, CA, 2023 I Per gentile concessione della Galleria FIFTY ONE I LR
Scoperto dal team diAcume A Paris Photo 2025, il lavoro di Stig de Block ci ha colpito per la sua vivacità e il suo modo di scolpire la luce. Le sue immagini, strappate all'asfalto rovente di Los Angeles, fondono ombre nette, colori saturi e silhouette fugaci, immerse nel mondo delle auto leggendarie. lowriderNon si limita a documentare questa cultura: la attraversa, la assorbe, la trasforma in un linguaggio visivo in cui si intersecano identità, movimenti, resistenza e bellezza.


©Stig De Block I Osservazione delle stelle, Inner Empire, CA, USA, 2023 I Per gentile concessione della Galleria FIFTY ONE
Nato in Belgio nel 1990 e residente ad Anversa, la fotografia di Stig de Block è profondamente radicata nei codici culturali e in quelli che lui definisce "valori del patrimonio". Eppure, la sua visione è sorprendentemente contemporanea. Perché rifiuta la distanza. Perché si avvicina il più possibile, arrivando persino a fondersi con quella comunità di appassionati che, fin dagli anni '1950, ha reso il lowrider – un'auto con sospensioni modificate e un'estetica ostentata e personalizzata – molto più di un semplice oggetto: un rituale, una dichiarazione, un luogo di appartenenza.
Con Back to Back – From Backyard to Boulevard , un progetto iniziato nel 2018 e tuttora in corso, De Block svela la complessità di una cultura nata nei quartieri messicani di Los Angeles, prima di essere adottata, reinventata e plasmata dalla scena afroamericana, per poi diffondersi in tutto l'ovest degli Stati Uniti. Per Stig De Block, il movimento lowrider è una vera espressione di movimento. Le auto si inclinano, si alzano e vibrano, e questi gesti diventano ritmi visivi che lui cattura nella brillantezza di una luce o nella tensione di un'ombra. L'hopping , questo spettacolare rimbalzo legato allo specifico sistema di sospensioni, cessa di essere una mera prodezza tecnica e diventa un momento in cui la cultura si rivela, trasportata dallo slancio stesso di corpi e macchine.
Ciò che il fotografo cattura non è solo l'impresa in sé, ma tutto ciò che la circonda: la sensuale lentezza dell'apertura di una porta, la tensione di un'ombra proiettata, un volto assorto nell'interno, una mano che pende dal finestrino, la pelle trafitta da un bagliore dorato... Alcune immagini sono quasi astratte, come se le linee della carrozzeria di un'auto fossero sufficienti a raccontare la storia di una vita. Altri scatti rivelano la presenza discreta di bambini, seduti sul sedile posteriore dei veicoli, che già portano dentro di sé il sogno lowrider.


©Stig De Block IB, Compton, California, USA, 2018 I Per gentile concessione della Galleria FIFTY ONE
Le scene di strada – Watts, Compton, Long Beach, Sylmar, la San Francisco Valley – creano una geografia intima, lontana dai cliché. Stig de Block ci mostra un tessuto sociale che si ricostruisce attorno al cromo lucido. I "Sunday Fun Days", questi raduni settimanali, incarnano questo ruolo sociale: uno spazio neutrale tra bande rivali, un luogo di discussione, una piattaforma per la pace, il mutuo aiuto e la celebrazione. I lowrider diventano mediatori urbani, strumenti di diplomazia informale, oltre che opere d'arte su ruote.
Questa dimensione comunitaria è amplificata dall'estrema attenzione al dettaglio. I volti di Tupac Shakur o Nate Dogg intrecciati in colorati motivi tribali, le verniciature iperrealistiche, i riflessi nelle finestre, il verde acido o l'arancione incandescente delle carrozzerie: tutto contribuisce a un'estetica sgargiante in cui ogni auto diventa un autoritratto collettivo. De Block utilizza spesso inquadrature ravvicinate, immergendo lo spettatore in un rapporto tattile con i materiali. Questa scelta formalizza un senso di intimità: non ci limitiamo a osservare la cultura lowrider, ne siamo immersi. Ci intrufoliamo attraverso una finestra socchiusa, ci soffermiamo nell'angolo di un garage, ne percepiamo la musica, le vibrazioni, le conversazioni.
Le opere del fotografo, esposte in sedi come Art Basel Miami, Photo London, i Rencontres d'Arles e Le 109 di Nizza, dispiegano una narrazione che trascende il semplice reportage. De Block orchestra una visione in cui realtà e immaginazione si sovrappongono. La sua fotografia, influenzata dalla moda e dalla cultura urbana, esalta una bellezza esplicita, diretta, a volte audace, ma sempre profondamente umana.
In un'epoca in cui tante immagini cercano di levigare, neutralizzare e standardizzare, Back to Back – From Backyard to Boulevard abbraccia l'inaspettato: colori vivaci, luci intense, volti parzialmente rivelati e momenti sospesi nel calore del giorno o nella frescura del crepuscolo.
In definitiva, ciò che Stig de Block offre è una celebrazione – non folcloristica, ma vibrante – di una cultura che continua a reinventarsi, di un territorio che pulsa, di una comunità che, ogni domenica, si solleva, si riunisce e racconta la propria storia attraverso la vibrazione e lo scintillio del metallo.
Schiena contro schiena – Dal cortile al viale de Stig de Block
Edizioni Hopper e Fuchs, 2023
Opere fotografiche realizzate tra il 2018 e il 2024 a Los Angeles e nella California meridionale.
Rappresentato dalla Galleria FIFTY ONE








