DORMIRE SUGLI ALBERI, UN'ARCHITETTURA DELLA CIMA DEGLI ALBERI 

© Treeclub

Dalla Lapponia svedese alle foreste di Phuket, passando per le Alpi italiane e il Triangolo d'Oro thailandese, la casa sull'albero è diventata un banco di prova per gli architetti. Nido, pigna, piattino o sfera abitata da uccelli, questi rifugi reinventano il nostro rapporto con la terra, la foresta e la notte.

© Massimo Crivellari

La casa sull'albero racchiude in sé sia ​​la promessa dell'infanzia che l'esigente standard di un ingegnere. Sollevarsi da terra richiede di lavorare con l'albero stesso, il vento, la pendenza e l'altezza. Una generazione di architetti sta ora abbracciando questo vincolo, trasformandolo in un genere a sé stante, dove il lusso si misura meno in marmo che in qualità del silenzio. Quattro luoghi, quattro modi di abitare la chioma degli alberi.

Treehotel, Svezia

Ad Harads, a due passi dal Circolo Polare Artico, il Treehotel, dal 2010, affida ciascuna delle sue cabine, sospese tra i 4 e i 10 metri da terra nella pineta, a un diverso architetto scandinavo. Il luogo è tanto una galleria a cielo aperto quanto un hotel: il Mirrorcube, un cubo di vetro rivestito di specchi che si mimetizza tra i tronchi degli alberi, la 7th Room con la sua rete sospesa a 10 metri da terra e l'Oasis a forma di bozzolo sono tra le stanze più singolari mai progettate per dormire sugli alberi. Ne abbiamo selezionate quattro.

Il Nido d'Uccello scompare sotto un groviglio di rami, celando un interno accogliente: una perfetta illusione tra un nido e un rifugio. L'UFO, un disco liscio appollaiato tra i tronchi degli alberi, evoca la stranezza di un'astronave alla deriva tra i pini. La Libellula, la più grande delle cabine, trasformabile in sala riunioni, dispiega le sue vetrate e il lungo tavolo da banchetto in un design pulito e minimalista. Infine, la Biosfera, ideata dallo studio danese BIG con l'ornitologo Ulf Öhman, circonda una sfera di vetro con 340 nidi artificiali: l'ospite dorme all'interno di una colonia di uccelli, e l'architettura diventa così un rifugio per due specie contemporaneamente.

© Treeclub
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treehotel.se

Keemala, Phuket

Su una collina boscosa a Kamala, a nord-ovest di Phuket, il resort Keemala ha costruito la sua mitologia attorno a quattro clan immaginari, ognuno associato a una tipologia di villa progettata dallo studio thailandese Architect Space. Le Tree Pool Houses rendono omaggio al Clan del Cielo: disposte su due livelli, sembrano sospese tra gli alberi; la camera da letto al piano superiore e il soggiorno al piano inferiore sono arredati con sedute a forma di bozzolo. Le Bird's Nest Pool Villas, le più spettacolari, avvolgono una facciata in vetro in una struttura a traliccio in legno che evoca un nido gigante, con una terrazza e una piscina privata arroccata sulla cima degli alberi. Il gesto è teatrale, quasi onirico, ma la struttura segue il pendio e permette alla foresta di riappropriarsi del suo territorio, raggiungendo persino i tetti.

© Keemala
© Keemala

keemala.com

Pigna, Italia

Nella foresta più antica d'Italia, vicino a Tarvisio, dove da secoli il legno di abete viene utilizzato per la costruzione di violini, l'architetto Claudio Beltrame e suo figlio Luca hanno progettato due chalet a forma di pigna. Sviluppati su tre livelli e alti 10 metri, ogni chalet si erge da una terrazza panoramica coperta, con la scala che segue il profilo della pigna come una gabbia strutturale. La zona giorno si affaccia su una piccola cucina; al piano superiore, un letto matrimoniale si trova sotto un lucernario circolare aperto verso il cielo. L'intera struttura, realizzata interamente in legno lamellare a strati incrociati isolato con fibra di legno e rivestito con scandole di larice, nasce da un'idea chiara: nascere dall'albero, per l'albero.

© Massimo Crivellari
© Massimo Crivellari

beltramebreil.eu/pigna

Campo tendato Four Seasons, Triangolo d'Oro

In Thailandia, al confine con il Laos e il Myanmar, il Four Seasons Tented Camp appartiene a una categoria a parte: non si tratta di una semplice baita, bensì di una tenda immersa nella giungla di bambù. Di proprietà del gruppo Four Seasons, rappresenta anche la loro offerta più lussuosa, dove l'immersione nella natura incontra il servizio di un grand hotel. Progettato dall'architetto paesaggista Bill Bensley e raggiungibile in barca a coda lunga sul fiume Ruak, il campo erge le sue 15 tende in tela e teak al di sopra della vegetazione, incarnando un lusso autosufficiente. Bambù e rattan, risorse locali con una storia millenaria, strutturano sia l'architettura che lo stile di vita. Per il suo ventesimo anniversario, il campo mantiene volutamente un'atmosfera intima, a dimostrazione che vivere tra le chiome degli alberi può significare più presenza che prestazioni.

Ciò che accomuna questi luoghi va oltre la mera realizzazione formale. Tutti cercano di minimizzare il proprio impatto ambientale, di mutuare materiali e forme dalla foresta, di fare dell'altitudine un mezzo per osservare meglio il paesaggio anziché dominarlo. La casa sull'albero, a lungo relegata al regno del gioco, è diventata un manifesto: quello di un'architettura che accetta di adattarsi al mondo naturale.

© Four Seasons
© Four Seasons

fourseasons.com/goldentriangle

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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