SARAH DOYLE O LA VITA IN ROSA

Il fotografo irlandese torna con una splendida serie, che vede come protagonista la modella Emma Rose, dalla folta chioma, e continua a giocare con colori, forme, movimento e luce.

C'è una meravigliosa poesia nel lavoro di Sarah Doyle. Questa virtuosa di Dublino cattura qui splendidamente la modella Emma Rose, con la quale sta già lavorando a una serie di ritratti collaborativi. Come dimostra il suo portfolio creativo, grafico e dai colori vivaci, Sarah Doyle impiega abilmente tonalità calde, effetti sfocati, contrasti e geometrie formali nella sua nuova serie, Life in Pink. Questi elementi l'hanno "sempre ispirata", come lei stessa osserva. Qui, i motivi del "cerchio (il ciclo continuo) e del cuore (il centro e il nucleo)" coesistono, rappresentando "ciò che è necessario e significativo" nel suo processo creativo.

Questa serie trae ispirazione da una citazione che ha letto in un'intervista con la defunta coreografa Pina Bausch (1940-2009): "La ripetizione non è ripetizione: la stessa azione ti fa provare qualcosa di completamente diverso alla fine". Ed è così che la pensa Sarah Doyle. "C'è qualcosa in questa citazione che risuona profondamente con la mia esperienza di fotografa ritrattista: ripeti un'azione, ma ne esci con una sensazione molto diversa da quella di partenza. Questa è la parte più affascinante del lavoro".

BLU, ROSA, ROSSO

Le fotografie catturano l'occhio con la loro armonia visiva e l'ambientazione costantemente minimalista. Qui, i capelli vibranti, l'incarnato latteo e gli occhi azzurri di Emma Rose catturano la nostra attenzione. Il lavoro di Sarah Doyle possiede sempre una qualità sensuale e senza tempo, giocosa e femminile, che sfida il nostro rapporto con la vita quotidiana e gli oggetti. Questo è evidente nel grande palloncino a forma di cuore che gioca con il riflesso della modella, o nelle Mary Jane retrò che diventano star sotto i riflettori.
Questo approccio, inoltre, assume un'aria warholiana riguardo all'esperienza femminile, alla bellezza sfuggente e alla sua instancabile ricerca, in questa idea di ripetizione del soggetto. Sarah Doyle esplora tutte le possibili interazioni in un mondo in cui l'immaginazione evoca sogno e realtà, surrealismo e onirismo, passato e presente, nostalgia e modernità. Il suo uso giocoso di oggetti di scena e composizione, la sua attenzione ai dettagli e la sua gestione della luce e del colore ci invitano a riflettere costantemente sull'immagine che stiamo guardando, tessendo altre narrazioni.



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