Iris van Herpen: Quando l'alta moda diventa architettura della vita

L'alta moda è stata spesso descritta come una forma d'arte. Per Iris van Herpen, quest'idea diventa quasi letterale. Le sue creazioni non si limitano a vestire il corpo: lo trasformano in una struttura in movimento dove interagiscono savoir-faire artigianale, tecnologie all'avanguardia ed estetica innovativa. 

Presentata al Brooklyn Museum, la mostra "Iris van Herpen: Sculpting the Senses" offre un'immersione in questo universo singolare, nutrito da discipline diverse come l'astronomia, la mineralogia, la micologia e la biologia marina. Passeggiando tra le gallerie, si ha l'impressione di entrare in un paesaggio dove la moda risuona con questi vari fenomeni naturali, evocando le strutture spesso invisibili della natura. Gli abiti sembrano a volte fluttuare, ramificarsi o dispiegarsi come organismi viventi. 

Con oltre 140 creazioni di haute couture, la mostra ripercorre l'evoluzione di una delle stiliste più audaci del nostro tempo, che per quasi due decenni ha spinto i confini dell'abbigliamento. Le sue creazioni sono presentate accanto a opere d'arte contemporanea, oggetti di design, reperti scientifici e esemplari di storia naturale, evidenziando l'ampiezza delle sue fonti di ispirazione.   

Nata nel 1984 nel villaggio olandese di Wamel, Iris van Herpen ha sviluppato fin da piccola una profonda fascinazione per la natura e il movimento. Questa sensibilità si riflette in tutto il suo lavoro. Dopo aver fondato la sua casa di moda ad Amsterdam nel 2007, si è rapidamente affermata come una delle stiliste più sperimentali della sua generazione.

È diventata particolarmente famosa per aver introdotto la stampa 3D nell'alta moda con la sua collezione "Crystallization" nel 2010. Da allora, il suo lavoro ha esplorato materiali e tecniche che avvicinano la moda alla ricerca scientifica e al design tecnologico.

Nella mostra, diverse sezioni immergono il visitatore nei temi che strutturano l'universo di Van Herpen: l'acqua, l'anatomia, il movimento, la luce e le strutture invisibili della natura. Alcuni abiti evocano barriere coralline o reti organiche; altri sembrano catturare il movimento dell'aria o la fluidità dell'acqua.

Ciò che colpisce particolarmente visitando la mostra è la dimensione quasi scultorea di queste creazioni. Gli abiti si distaccano dal corpo per diventare volumi autonomi, fragili architetture composte da fibre, resine, strutture stampate o tessuti lavorati con estrema precisione. 

Iris van Herpen collabora regolarmente con scienziati, architetti e artisti. In "Sculpting the Senses", le sue creazioni sono presentate accanto a opere di Philip Beesley, Rogan Brown, Casey Curran e Tim Walker, a conferma dell'idea che la moda possa essere un campo di sperimentazione interdisciplinare. 

Una sezione della mostra ricrea anche l'atmosfera dello studio della stilista, permettendo ai visitatori di comprendere la dimensione artigianale del suo lavoro. Infatti, nonostante l'utilizzo di tecnologie avanzate, il cucito rimane il cuore del processo: ogni creazione è il risultato di un dialogo costante tra innovazione e competenza.

Indossate da figure iconiche del mondo dell'arte e della musica – Björk, Beyoncé, Lady Gaga e Naomi Campbell – le creazioni di Van Herpen hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra moda, performance e immagine.

Ma nel contesto museale, i pezzi dello stilista assumono una dimensione diversa. Appaiono meno come abiti e più come forme ibride, al confine tra scultura, design e sperimentazione scientifica.

Unendo alta moda, arte contemporanea e scienze naturali, "Sculpting the Senses" dimostra come la moda possa diventare un laboratorio di idee. Nell'opera di Iris van Herpen, l'abito cessa di essere una semplice superficie tessile e diventa, a sua volta, un organismo vivente, un'architettura in movimento e un delicato abbozzo di un futuro in divenire.

“Iris van Herpen: Scolpire i sensi”
Museo di Brooklyn

200 Eastern Parkway, Brooklyn, New York (Stati Uniti)

Dal 16 maggio al 6 dicembre 2026

brooklynmuseum.org 

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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