Settimana della Moda di Copenaghen SS27: il terzo giorno incorona Institution, vincitrice dello Zalando Visionary Award.

Il 5 agosto è stata la giornata più intensa della Copenhagen Fashion Week SS27, con nove sfilate in programma. L'evento si è aperto con la sfilata del vincitore dello Zalando Visionary Award 2026 e si è concluso con le silhouette pulite di Mfpen.

In effetti, è stata l'istituzione a dare il via alla giornata alle 10 del mattino. 

Fondato a Milano dallo stilista azero-georgiano Galib Gassanoff, il marchio è stato premiato da Zalando per il suo approccio sociale e artistico, l'impegno verso la comunità e la salvaguardia delle competenze artigianali in declino nel settore della moda. Questa sfilata è arrivata in un momento particolarmente opportuno per il brand, poiché Institution si era anche assicurata un posto in finale per il prestigioso Premio LVMH nello stesso anno. Il Premio Zalando, giunto alla sua quarta edizione, ha fornito al vincitore un sostegno sostanziale, tra cui una sovvenzione di 50.000 euro e 35.000 euro di finanziamento per la produzione della sfilata di agosto.

Ieri, la sua sfilata alla Copenhagen Fashion Week si è tenuta in un padiglione di vetro, con tappeti kilim stesi sul pavimento come unico elemento scenografico: un sottile richiamo alle radici caucasiche dello stilista. La collezione è incarnata, ad esempio, da un abito color avorio, interamente plissettato, stretto in vita da un nodo centrale che crea un volume quasi scultoreo sul busto, per poi scendere in un'ampia gonna fino a terra. L'effetto è diretto, quasi architettonico: il capo viene percepito frontalmente come un pezzo unico, piuttosto che come parte di un guardaroba.

La maglieria gioca un ruolo centrale nella collezione. Un maglione a collo alto nero è ricoperto da un immenso scialle lavorato a maglia, drappeggiato e annodato all'altezza dei fianchi, i cui pannelli scendono asimmetricamente fino ai polpacci: un gesto di sovrapposizione piuttosto che di taglio. Più avanti, un gilet doppiopetto in maglia a coste grigio chiaro semitrasparente è annodato sopra pantaloni neri fluidi: il capo, abbottonato con bottoni di colori diversi, sembra avvolto intorno al corpo.

Il momento più suggestivo rimane un tubino in tulle ricoperto da centinaia di monete cucite direttamente sul tessuto, la cui tonalità sfuma dal bronzo all'argento dal corpetto all'orlo. Questo capo incarna al meglio la maestria artigianale promossa dalla maison: un abito-armatura realizzato con oggetti di uso quotidiano riutilizzati come ornamenti, una tecnica che aveva già permesso a Institution di realizzare le sue precedenti collezioni con rafia e tappeti annodati.

La collezione continua a esplorare la lavorazione a maglia ritorta. Un maglione nero è avvolto in una sciarpa oversize lavorata a maglia, le cui coste diagonali arrivano fino al mento, un gesto che ricorda un turbante riutilizzato come accessorio da spalla. Lo stesso capo riappare in color ecru, indossato a diretto contatto con la pelle sopra una gonna nera fluida, con questo drappeggio a spirale che diventa l'elemento tessile distintivo della sfilata.

Il tulle fa una seconda apparizione, questa volta in un abito a tubino nero, striato da lunghi cordoncini intrecciati che scendono a cascata per tutta la sua lunghezza. Una versione più corta, in organza bianca annodata in vita con un volume enorme ed etereo, chiude la collezione femminile con una nota molto più leggera, quasi da sposa, in contrasto con i pantaloni neri dritti indossati sotto.

Gli abiti a strati continuano a essere un punto fermo della moda maschile: un abito-mantella color ecru con ampi revers, indossato con le braccia incrociate come un abito rituale, e un completo color avorio dove la sciarpa è drappeggiata diagonalmente sul petto, come uno scialle annodato. Il color cammello ricompare con un secondo trench a portafoglio, identico nello spirito al primo, a conferma che questa tonalità rimane uno dei colori chiave della stagione, insieme al tortora.

Questo nuovo passaggio conferma soprattutto una cosa: il funzionamento degli spogliatoi dell'Istituto si basa sulla ripetizione di gesti: annodare, sovrapporre, lasciare cadere.

La palette di colori rimane coerente per tutta la collezione: écru, nero, cammello, marrone terra. Al contrario, un abito drappeggiato in lana color tortora, con un pannello di tessuto gettato sulla spalla e lasciato libero, chiude la collezione con una nota più grezza, uno dei rari momenti in cui la costruzione del capo rimane visibile, come il drappeggio di uno scultore.

Il guardaroba, caratterizzato da una fluidità di genere tra silhouette maschili e femminili, conferma quanto elogiato a gennaio dalla giuria dello Zalando Visionary Award: un rapporto molto manuale con l'abbigliamento, dove drappeggi, annodamenti e assemblaggi hanno la precedenza sul taglio classico.

institutionstudios.com

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