DELPHINE DIALLO UN INNO ALLE DONNE NERE

La fotografa franco-senegalese, con sede a Brooklyn, decostruisce i luoghi comuni e rinnova la storia e l'immaginario africano in un linguaggio visivo ricco e variegato che restituisce alle donne nere il posto che spetta loro nel pantheon.

Il mondo di Delphine Diallo porta il sole nel cuore. Questa proteiforme artista franco-senegalese, che vive a New York da oltre dieci anni, si libera dai codici di rappresentazione della società patriarcale per mettere in luce l'evoluzione delle donne nere e le tendenze culturali
del continente africano.

Dopo un'introduzione alla musica, alla grafica e alla direzione artistica, questa diplomata dell'École d'art visuel de l'Académie Charpentier di Parigi ha deciso di cambiare percorso professionale. Questa scelta decisiva è avvenuta quando ha incontrato il fotografo americano Peter Beard, che le ha insegnato i rudimenti
della professione.

Da allora, ha costruito la sua carriera dietro l'obiettivo. Il suo credo è quello di potenziare le donne trasformandole in dee della lotta e di sognare una futura società matriarcale.

FEMMINA DIVINA

Attivista convinta, Delphine Diallo non esita a prendere posizione su questioni nel suo lavoro artistico. Le sue fotografie attingono a simboli spirituali, mitologia, arti marziali, scienza, antropologia e letteratura non occidentale. Utilizza una varietà di motivi (body paint, maschere, gioielli, abiti eroici) e strumenti (intelligenza artificiale, immagini d'archivio, macchine fotografiche analogiche e digitali) per creare il suo modo di "guardare indietro", immaginare il futuro e mettere in discussione la superficialità degli ideali di bellezza.
Il suo obiettivo è decolonizzare i corpi femminili neri, cambiare la mentalità e dare forma a nuove leggende. Delphine Diallo sviluppa allestimenti creativi, ridefinisce il genere storico del ritratto, esplora il potenziale dell'autoritratto e crea collage e montaggi per nuove narrazioni in un mondo armonioso.

NUOVO GENERE

Tutti questi archetipi della rappresentazione femminile stanno ora spostando le linee della sua iconografia, che è diventata un faro di empowerment e incoraggiamento. Il suo lavoro è stato pubblicato in diverse riviste internazionali (New York Times, Vogue, Forbes), in un bellissimo libro, Divine
(Éd. Hat & Beard Press, 2022), e continua a essere esposto in gallerie e musei di tutto il mondo. Tra le sue ultime mostre di rilievo c'è stata "Kush", alla Picto Gallery di New York (2024), che ha reso omaggio alle donne nere, rappresentate in costumi afrofuturistici,
generate dall'intelligenza artificiale e immerse in paesaggi che ricordano l'Etiopia e l'Egitto. Oppure "Lost Memorie / Black Diaspora UK" a Piccadilly Circus (2022), un collage di storie sulla storia nera, al di là della schiavitù e della colonizzazione.
Un corpo di lavoro sfaccettato, quindi, con una bella energia magnetica, da un artista visivo emotivo.

DELPHINEDIALLO.COM
@DELPHINEDIALL

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