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Il Museo degli Abattoirs ci invita ad aprire gli occhi

Due istituzioni culturali di Tolosa uniscono le forze per esporre presso gli Abattoirs circa 300 opere fotografiche risalenti all'inizio del XX secolo.e secolo fino ai giorni nostri.

Ouka Leele, Peluqeria, 1979, stampa digitale su carta, 100 x 78 cm, collezione
Les Abattoirs, Museo – Frac Occitanie Toulouse © Adagp, Parigi, 2024 © foto per gentile concessione dell'artista e
dalla Galleria Rocio Santa Cruz, Barcellona

In Occitania, il Musée des Abattoirs e la galleria Le Château d'Eau uniscono le forze per immergerci nelle rispettive collezioni ed esplorare la natura e le possibilità della fotografia. Con "Open Your Eyes", quasi 300 opere testimoniano i periodi più importanti della storia del medium e dei suoi artisti dall'inizio del XX secolo.e secolo. Una sfida importante, ma vinta. 

Questa mostra è ospitata nel cuore di Les Abattoirs, inaugurato nel 2000. La galleria, fondata da Jean Dieuzaide nel 1974, è chiusa per lavori di ampliamento fino alla fine dell'anno. Lo spazio museale lascia così spazio alle opere di artisti rinomati e di artisti da (ri)scoprire, come Agnès Varda, André Kertész, William Klein, Alexander Apóstol, Brassaï, Gaël Bonnefon, Ouka Leele, Pilar Albarracín, Jean Dieuzaide, Sabine Weiss, Robert Mapplethorpe, Bernard Plossu, Denis Darzacq, Robert Doisneau… 

Il dialogo tra le due istituzioni offre una ricchezza di approcci e tecniche, stili e prospettive in una selezione eclettica che include installazioni progettate da Sophie Calle, Annette Messager e Jeff Wall.

© Agnès Varda, Autoritratto a Venezia davanti a un dipinto di Gentile Bellini, 1959, stampa alla gelatina d'argento, 29 x 30 cm, collezione Galerie Le Château d'Eau, Courtesy Succession Agnès Varda – Fonds dépôt à l'Institut pour la Photographie des Hauts-de-France, Lille

Storia della fotografia

La mostra è suddivisa in nove sezioni che esplorano numerosi temi nell'evoluzione del medium. Sotto la navata dei Macelli, si apre il capitolo "Corpi Fotografici". Qui, la forma fisica diventa "caleidoscopica". Si frammenta, si libera e si sublima, rivelando "la sua storia e la sua identità particolare". 

La sala 01, intitolata "Sul posto", esplora gli albori della fotografia oggettiva, o "vera", catturando il "momento decisivo" tanto caro a Cartier-Bresson. La seconda, "Realtà parallele", affronta scene a metà tra finzione e realtà, mentre la terza, "Sublimare il banale", celebra il quotidiano e l'ordinario attraverso l'inquadratura, la luce e il colore. La sala successiva, "Arte e materia", intraprende una ricerca di innovazione estetica, reinterpretando la storia dell'arte attraverso la materia e la composizione. "La creazione del sé" esamina poi diversi approcci al ritratto, interrogandosi sul significato e sulla funzione dell'interpretazione, mentre "Doppio sé" è dedicata all'autoritratto. 

Le ultime due sezioni, invece, esaminano le prospettive di luoghi e linee. Una contempla scene che attraversano lo spazio, sia esso urbano o naturale, bellico o agricolo, formale o poetico. L'altra si concentra maggiormente sulla sua geometrizzazione e sul confronto tra repertori di forme. 

Una panoramica ampia ed eccezionale, quindi, che esplora il medium fotografico del XX secolo.e e XXIe secoli in tutte le sue sfaccettature.

“Apri gli occhi”
I Macelli, Museo – Frac Occitanie Toulouse
76, Allées Charles-de-Fitte, Tolosa
Fino al 18 maggio 2025

lesabattoirs.org

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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