Fiori di pelle

In Studi sui fioriIn 50 dipinti in cui il corpo diventa un fiore, Cho Gi-Seok crea un dialogo inquietante tra petali e pelle. Uno sguardo a una serie che celebra vulnerabilità e resilienza con la grazia di un haiku visivo.

Cho Gi-Seok, 31 anni, è cresciuto a Seul in un quartiere metallurgico che ha trasformato in studi improvvisati per molti anni. Fotografo autodidatta, si è affermato in poche stagioni come la nuova voce della fotografia coreana, corteggiato da Billie Eilish e... Vogue Italia. Nel settembre 2024, l'editore indipendente Post Poetics ha pubblicato Studi sui fioriIl primo libro dell'artista presenta 50 immagini create tra il 2019 e il 2023, accompagnate da una stampa speciale e da un poster di grande formato. Il lancio ha avuto luogo al Pop Seoul, offrendo a Cho l'opportunità di firmare il libro e discutere dell'importanza della materialità della carta in un'epoca satura di schermi.

Al centro della serie c'è una struttura semplice ma ipnotica: dittici che giustappongono il ritratto di un fiore a quello di un modello umano. Cho inizia sempre fotografando il fiore, a volte ridipinto, cosparso di gocce d'acqua o ridotto ai suoi stami. Poi cerca un volto, un incarnato, un gesto che riecheggi le linee e i colori della pianta. L'occhio segue la curva di un petalo, poi quella di uno zigomo, passando da un pistillo scarlatto a un labbro carminio. In questo gioco di corrispondenze, "le cose rivelano la loro vera natura quando vengono giustapposte", spiega.

Questa alchimia tra carne e clorofilla non è una semplice moda passeggera. Per Cho Gi-Seok, il fiore simboleggia sia la fragilità dell'esistenza che la forza della rinascita. In una recente intervista, ha confidato che la bellezza non è una facciata, ma un percorso verso la scoperta di sé. Le sue composizioni, di una precisione quasi scientifica, trascendono la vanità tradizionale per raccontare la storia della ricerca di identità della sua generazione. L'artista attinge anche al folklore coreano, dove la peonia è foriera di prosperità e il crisantemo messaggero di eternità, iniettandovi reminiscenze pop ereditate dalla cultura coreana.

La serie segue "Coexistence", una mostra presentata a Fotografiska New York e poi a Tallinn, dove Cho aveva già messo in discussione il posto degli esseri umani in un ambiente in crisi. Con Studi sui fioriAffina il suo concept: il fiore diventa un doppio organico, un avatar capace di accogliere i nostri sogni e le nostre ferite. Il risultato, delicato e teso al tempo stesso, richiama la sensibilità onirica di un Tim Walker, ma con un rigore cromatico che ricorda l'arte coreana contemporanea.

Sfogliando le pagine, si passa da un'iride viola a uno sguardo pensieroso, da uno stelo spezzato a un braccio tatuato, senza mai perdere di vista il tema centrale: rivelare lo straordinario nell'ordinario. Post Poetics offre a queste immagini un'ambientazione semplice ma elegante, sottolineando il desiderio di Cho di mantenere il controllo sull'intero processo editoriale, dallo scatto alla stampa. Per il fotografo, vedere le sue foto prendere vita tra le mani dei lettori è come una seconda fioritura. Questo gesto conferma che, nell'era dei media digitali, l'emozione fisica di un libro rimane ineguagliabile, proprio come il potere di un fiore di esprimere ciò che le parole spesso lasciano inespresso.

@chogiseok

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