Dopo Stoccolma e Amsterdam, la retrospettiva "This Will Not End Well" sull'iconica opera di Nan Goldin come regista approda alla Neue Nationalgalerie di Berlino, dove saranno presentate le sue proiezioni di diapositive e installazioni video realizzate a partire da migliaia di fotografie.

Fotografia, dalla serie "Fire Leap" © Nan Goldin. Per gentile concessione dell'artista
Nan Goldin è una delle artiste contemporanee più all'avanguardia. Da oltre quarant'anni, il suo lavoro esplora la condizione umana, costruita attorno alla sua vita e alla sua esperienza personale. L'artista si è sempre concentrata su temi sociali intrecciati con droga, prostituzione, comunità LGBTQIA+, violenza, malattia e morte. La sua vita è stata costellata di tragedie, dal suicidio della sorella Barbara alla morte dei suoi amici per AIDS. Uno dei suoi autoritratti, Nan One Month After Being Battered (1984), è diventato un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Nel tempo, il suo lavoro è diventato una testimonianza contemporanea di lei e della sua cerchia di amici, le cui esperienze sono state definite dalla "libertà di vivere in un mondo alternativo parallelo alla società normativa".

Fotografia, dalla serie "La ballata della dipendenza sessuale" © Nan Goldin. Per gentile concessione dell'artista
AUTOBIOGRAFIA VISIVA
La sua prima opera, "The Ballad of Sexual Dependency", ha rivoluzionato la fotografia. Attraverso le sue presentazioni musicali, racconta momenti della sua vita con chi le stava intorno, tra feste e lotte durante gli anni '1970 e '1980. Questo "diario" visivo fu rapidamente esposto per la prima volta alla Whitney Biennial nel 1985 e pubblicato in un album fotografico l'anno successivo. Da quest'opera in continua evoluzione, ne ha creato diverse versioni, mantenendo la cruda tenerezza che ha continuato a influenzare generazioni di artisti.
La mostra "This Will Not End Well" alla Neue Nationalgalerie di Berlino ripercorre la capacità di Nan Goldin di rivisitare le sue diapositive utilizzando più proiettori, accompagnati da una colonna sonora eclettica. Mentre le sue prime proiezioni di diapositive venivano presentate in vari club e spazi pubblici di New York, nel corso dei decenni Goldin ne ha prodotte una dozzina, segnando i paradigmi della sua espressione visiva. "Ho sempre voluto fare la regista. Le mie proiezioni di diapositive sono film composti da immagini fisse", afferma.
Questa retrospettiva è ospitata in sei edifici progettati dall'architetto Hala Wardé, collaboratrice di lunga data di Nan Goldin. Sebbene ogni spazio sia concepito in risposta a un'opera specifica, insieme formano un villaggio. Il suo lavoro seminale è presentato accanto a pezzi della serie The Other Side, un omaggio alle sue amiche trans; Sisters, Saints and Sibyls, una testimonianza del trauma vissuto dalle famiglie colpite dal suicidio; Fire Leap, un'esplorazione del mondo dei bambini; e Sirens, un'esplorazione della tossicodipendenza.

(Modenschau im Second Tip, Toon, C, So e Yogo, Bangkok), 1992,
Fotografia, dalla serie "The Other Side" © Nan Goldin. Per gentile concessione dell'artista
L'INFLUENZA DELLA SUA ARTE
La Neue Nationalgalerie ospita anche Memory Lost, la sua claustrofobica odissea attraverso l'astinenza da droghe. Nan Goldin è nota per aver denunciato la crisi degli oppioidi, da cui lei stessa è uscita. Nel 2017 ha fondato l'organizzazione PAIN (Prescription Addiction Intervention Now) e accusa la famiglia Sackler di essere responsabile della morte di migliaia di persone. Questa famiglia miliardaria americana, a capo della Purdue Pharma e di importanti mecenati museali, è all'origine dello scandalo OxyContin, un antidolorifico considerato la causa scatenante di questa mortale epidemia di overdose.
L'influenza di Nan Goldin, oggi 71enne, sull'arte e sul mondo dell'arte ha portato le istituzioni a rifiutare le donazioni dei Sackler. Il documentario *All the Beauty and Blood*, un ritratto dell'artista diretto da Laura Poitras, vincitrice del Premio Pulitzer per il suo lavoro sulla sorveglianza di massa della NSA e vincitrice dell'Oscar per *Citizenfour* su Edward Snowden, ha ricevuto il Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2022.
Questa grande retrospettiva, "This Will Not End Well", prosegue il suo tour internazionale, presentando l'opera rivoluzionaria di questo iconico fotografo e regista. Dopo il Moderna Museet di Stoccolma e lo Stedelijk Museum di Amsterdam, approderà al Pirelli HangarBicocca di Milano nel 2025 e al Grand Palais di Parigi nel 2026.
“NAN GOLDIN, NON FINIRÀ BENE » NEUE NATIONALGALERIE
POTSDAMER STR. 50, BERLINO (GERMANIA)
FINO AL 6 APRILE 2025
SMB.MUSEUM








