FOTO BASILEA 2024

© Foto Basilea 2024 – IN THE GALLERY, Lise Johansson, Assenza #1

La nona edizione della fiera dedicata esclusivamente all'arte fotografica, dall'11 al 16 giugno, continua ad aggiungere una nuova dimensione ad Art Basel, prestando quest'anno particolare attenzione alle opere di artisti africani.

© Foto Basilea 2024 – Galleria XII, Scarlett Hooft Graafland, Abito da sposa sale, 2023

Dal 2015, Photo Basel contribuisce alla diffusione dell'arte svizzera, operando sotto l'egida di Art Basel. Oggi, la fiera, co-fondata e diretta da Sven Eisenhut, si propone come la prima e unica fiera internazionale dedicata all'arte fotografica in questo importante centro d'arte e design. Quest'anno, 41 gallerie internazionali provenienti da 15 paesi si riuniscono nel complesso del Volkshaus Basel, situato vicino al quartiere fieristico che ospita Art Basel. Questo monumento emblematico, recentemente ristrutturato dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron, mette così in mostra oltre 450 opere d'arte fotografica di 150 artisti. Un evento già di grande portata che mira a rendere questo mezzo espressivo più accessibile a tutti.

© Foto Basilea 2024, Edward Burtynsky (CAN, 1955), Thjorsá River #2, 2012, Galleria Springer, Berlino | Stand 22

L'IMMAGINE IN TUTTE LE SUE FORME

Nel corso di questa nona edizione, Photo Basel traccia il proprio percorso in una profusione di approcci che rivela un ricco elenco di fotografi e sezioni, tra novità e rinnovamento. A cominciare da «Novum», che presenta opere inedite, ovvero create appositamente per la fiera o (ri)scoperte di recente. Queste opere vengono quindi esposte per la prima volta, in esclusiva, al pubblico e ai collezionisti. Da parte sua, il Prix Maurice de Mauriac torna per il secondo anno consecutivo. Il marchio di orologeria zurighese, sponsor dell'evento e appassionato di fotografia, acquista l'opera del vincitore e si ispira ad essa per immaginare una futura collezione. Quest'anno, l'americana Hayley Eichenbaum, il nigeriano Morgan Otagburuagu, l'ucraina Ksenia Malafeeva, il tedesco Christoph Stepan e la slovena Tereza Kozinc sono i finalisti preselezionati. Questo primo elenco apre la strada a una fioritura di altri nomi, illustrando così le ultime tendenze della fotografia contemporanea. Tra gli altri, citiamo il danese Søren Solkær, che cattura i grandi mormorii degli storni, il croato Deni Horvatić, per uno sguardo diverso sul ritratto, e il tedesco Thomas Hoepker, che cattura lo spirito complesso di New York. Ma anche i magnifici lavori di Daniel e Geo Fuchs, Justin Dingwall, Ara Ko, Ellen Kooi, Rala Choi, Lara Micheli e Lotte Ekkel.

Daniel & Geo Fuchs (GER, 1966 & 1969), Greeks Romans 5, 2024, nüüd berlin, Berlino, Stand 23 © Photo Basel 2024

OLTRE LA FOTOGRAFIA

Tra le sezioni rinnovate, torna per la seconda volta anche "Beyond Photography", che mette in risalto le potenzialità di questo mezzo espressivo grazie all'uso di processi misti, tecniche di stampa speciali e al passaggio dal bidimensionale al tridimensionale. L'opera dell'artista tedesco Stefan F. Konrad, i cui personaggi sono immersi in universi metafisici, antropologici e politici, ne è un buon esempio. Egli utilizza le risorse della tecnica sperimentale e surrealista degli Schadograph di Christian Schad per trasformare in immagini i suoi ritagli a guazzo. Le sue figure ritagliate da fogli di carta creano forme semplici e ridotte che traducono situazioni umane. Come quelle di Henri Matisse, i suoi fotogrammi si collocano a cavallo tra astrazione e rappresentazione e danno vita a un gioco dinamico di luci e ombre. Da parte sua, il lavoro del francese Émir Shiro, che comprende fotografia, collage e fotomontaggio, integra in modo trasparente immagini disparate per creare un racconto visivo coerente. Non modifica l'immagine originale, preferendo cercare la perfetta sinergia tra di esse. Il suo lavoro si estende così su mesi, se non anni. La fotografia gli permette di catturare le sue immagini di partenza, lavorando a volte con modelli per illustrare le sue idee, che poi inserisce nei suoi collage.

Stefan F. Konrad, Bemerkung, 2009

RIFLETTORI PUNTATI SULL'AFRICA

L'altra novità di questa edizione è l'attenzione riservata alla scena fotografica africana, sempre più apprezzata dalle istituzioni culturali e museali. Per la prima volta, Photo Basel introduce tre gallerie nella sezione "Spotlight Africa": Doyle Wham a Londra, InsideOut a Bruxelles e The Bridge Gallery a Parigi. Dalle fotografie documentarie della vita quotidiana alle opere più astratte, le proposte offrono nuove prospettive, riflettendo la ricchezza e la diversità del continente africano e della diaspora. Il lavoro della camerunese Angèle Etoundi Essamba si concentra sulla decostruzione delle complesse identità culturali delle donne africane moderne. I ritratti digitali del ghanese Derrick Ofosu Boateng, pioniere della fotografia mobile, sono caratterizzati da colori saturi e contrastati, pose suggestive e oggetti disposti in modo fantasioso. L'artista visiva sudafricana Lee-Ann Olwage esplora invece temi legati al genere e all'identità. Secondo Julie Bonzon, storica dell'arte e curatrice della mostra, «I fotografi attivi oggi nel continente sono numerosi, dinamici e spesso introspettivi. Rispondono e si nutrono dei loro repertori visivi locali, dei loro contesti socio-politici e del loro patrimonio culturale».

KURT WYSS IN DIALOGO CON JEAN DUBUFFET

Quest'anno Photo Basel ha deciso di dedicare la sua mostra speciale al reporter e fotografo basilese Kurt Wyss (1936-), partendo dalla sua lunga amicizia con Jean Dubuffet (1901-1985). «Eyewitness Kurt Wyss in Dialogue with Jean Dubuffet» offre così una panoramica della loro collaborazione, ma anche della loro amicizia, iniziata nel 1970 e proseguita fino alla morte del pittore e scultore francese nel 1985. Kurt Wyss è noto per aver documentato grandi eventi artistici, come Art Basel sin dalla sua inaugurazione, e per aver pubblicato numerosi reportage sull'arte e sugli artisti, come Picasso, Warhol, Tinguely, Doisneau o ancora Beuys e Tobey. I ritratti di questo testimone oculare mostrano il teorico dell'Art brut nell'ambiente intimo dei suoi atelier in rue Vaugirard e rue Labrouste a Parigi. Questa mostra va ad arricchire la retrospettiva della Fondazione Dubuffet nella capitale francese, che celebra i suoi cinquant'anni di esistenza.

© Foto Basilea 2024 – Jean Dubuffet nel suo atelier in rue Labrouste, Parigi, 23.2.74 – Crediti fotografici Kurt Wyss

ZERO BASELINE DELLA FOTOGRAFIA

L'artista, fotografa e regista americana Patricia Von Ah è diventata famosa per le sue immagini di moda e i suoi ritratti di Dennis Hopper, John Travolta e Yoko Ono. Ma è anche e soprattutto la fondatrice del Seethink Lab, dedicato alla ricerca sull'impatto delle esperienze visive. La sua serie Zero Baseline of Photography ripercorre i fondamenti della storia della fotografia. Questo progetto di ricerca interdisciplinare e collaborativo celebra il passato della disciplina e ne ripensa il futuro, invitando a vedere, riflettere e apprezzare il suo impatto sulla nostra percezione della realtà. Si tratta di una collezione di immagini pionieristiche che fanno riferimento a un momento singolare dell'evoluzione della fotografia scientifica e artistica, al fine di preservarne e documentarne le origini e lo sviluppo nel corso del tempo. " Il mio obiettivo è quello di fornire una risorsa che informi e inviti a una più profonda comprensione del potere trasformativo della fotografia ", spiega al fondatore di Photo Basel. " Collegando il passato, il presente e il futuro, aspiro a promuovere un impatto duraturo sul modo in cui la fotografia viene percepita e praticata dalle generazioni di oggi e di domani " .

Patricia Von Ah, Zero Baseline of Photography © Photo Basel 2024



PHOTO BASEL 2024 VOLKSHAUS BASEL
REBGASSE 12-14, BASILEA (SVIZZERA)
DALL'11 AL 16 GIUGNO 2024
PHOTO-BASEL.COM

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