[commutatore_weglot]

RAY K. METZKER UN MAESTRO DELLO SPAZIO URBANO

La Fondazione A di Bruxelles espone le opere di uno dei pionieri della fotografia in bianco e nero, Ray K. Metzker, noto per aver esplorato le strade di Chicago e Philadelphia.

Ray K. Metzker, Chicago – Non Loop, 1959
© Estate Ray K. Metzker / Courtesy Les Douches la Galerie, Parigi

"La fotografia è così profondamente radicata in me che difficilmente riesco a immaginare di fare altro. È il mio alter ego, l'altro nel mio dialogo intimo". Ray K. Metzker (1931–2014) è un fotografo meno noto dei suoi colleghi, ma sembra pronto a uscire dall'ombra e a emergere sotto i riflettori. Questo virtuoso, originario di Milwaukee, nel Wisconsin, si è formato al Chicago Institute of Design, precedentemente noto come New Bauhaus. Trasse ispirazione dal lavoro di Henri Cartier-Bresson, William Klein e W. Eugene Smith, studiò con Harry Callahan e Aaron Siskind e, all'inizio della sua carriera, catturò l'attenzione di Edward Steichen, allora direttore del dipartimento di fotografia del MoMA di New York. Nel tempo, si è fatto un nome con le sue fotografie d'avanguardia in bianco e nero di paesaggi urbani, così come con i suoi compositi, fotomontaggi e sovrapposizioni di negativi.

Ray K. Metzker, Versi, Atlantic City, 1970
© Estate Ray K. Metzker / Courtesy Les Douches la Galerie, Parigi

AUDACIA CREATIVA

La Fondazione A di Bruxelles ospita la seconda mostra europea dedicata a Metzker, dopo quella tenutasi nel 2007 al Musée de l'Élysée di Losanna. Quest'anno, l'istituzione belga commemora il decimo anniversario della sua scomparsa presentando oltre cento fotografie, tra cui le sue serie più iconiche. Tutte le stampe in bianco e nero esposte provengono dalla tenuta di Ray K. Metzker a Philadelphia e dalla Galerie Les Douches di Parigi, che lo rappresenta in esclusiva in Europa.
Contrapponendosi alla fotografia di strada, ha esplorato il potenziale dello spazio urbano in un modo nuovo. Nel corso della sua cinquantennale carriera, ha costantemente "analizzato, decostruito e giustapposto alcune delle sue fotografie" per ricomporre al meglio e creare immagini uniche. Ha giocato con onde luminose, linee verticali e orizzontali, variazioni di scala, molteplicità e inquadratura.
La serie Loop, scattata alla fine degli anni '1950, rivela subito la sua inventiva. Prende il nome dalla linea metropolitana sopraelevata a forma di anello che costeggia il centro storico della grande città del Midwest. In questo spazio urbano, situato nel quartiere degli affari di Chicago, cattura "la luce che gioca a nascondino con l'ombra tra le vertiginose forme architettoniche". Un vero e proprio gioco di rigore geometrico e struttura grafica.
Nei primi anni '1960 decise di attraversare l'Europa in auto, portando con sé "un ingranditore che gli permetteva di sviluppare le pellicole nelle sue stanze d'albergo". Con una quindicina di paesi nel suo itinerario, continuò il suo dialogo costante con la luce in scene di vita quotidiana.

Ray K. Metzker, Doppia cornice, 1965
© Estate Ray K. Metzker / Courtesy Les Douches la Galerie, Parigi

ESERCIZI DI STILE

Negli anni successivi, tornò negli Stati Uniti e fotografò le strade di Filadelfia. In questa città della Pennsylvania, dove vivevano i suoi genitori, sviluppò un approccio più grafico, estetico e minimalista, assemblando le sue immagini in una doppia esposizione, attraverso la serie Double Frame.
Questo stile prefigura i suoi celebri Composites, che segnano una svolta nel suo lavoro. Qui, Ray K. Metzker considera l'intero film come un'unica immagine. Combina strisce di gelatina d'argento con stampe a esposizione multipla per creare nuove opere che possono essere lette come arazzi grafici o divertenti fumetti.
Con Pictus Interruptus, viaggiò in Grecia negli anni Settanta e Ottanta e catturò la bellezza dell'isola di Paro, dove si trasformò "in uno scultore di forme bidimensionali", tracciando una nuova "cartografia dell'immaginazione". Con City Whispers, continuò a celebrare la città e la sua luce, questa volta creando strutture grafiche all'interno di un unico formato negativo, composto da più negativi. Il tutto si dispiega in un gioco di sovrapposizioni che infonde alle scene di Filadelfia una malinconia quasi esistenziale.
Osservando il suo ricco portfolio, ci si rende conto che il suo lavoro trascende il tempo, mantenendo questo approccio senza tempo in perfetta armonia con il panorama fotografico contemporaneo.

FONDAZIONE “RAY K. METZKER – CITY LUX” A
304, AVENUE VAN VOLXEM, BRUXELLES (BELGIO)
FINO AL 22 DICEMBRE 2024
FONDATIONASTICHTING.COM

Esperienze e una cultura che ci definiscono

Non perderti nessun articolo

Iscriviti alla nostra newsletter