Il fotografo olandese con sede a Londra invita gli spettatori a immergersi nelle sue composizioni surreali e oniriche, che si aprono a nuove realtà.


C'è qualcosa di affascinante in Interpolation, l'ultima serie di Sander Vos. Il 36enne fotografo autodidatta ha iniziato la sua carriera come art director prima di trovare la strada dietro l'obiettivo durante i suoi viaggi. È stato durante l'epidemia di Covid-19 che la sua passione per la fotografia ha assunto una nuova dimensione, portandolo a utilizzare vari strumenti grafici per creare composizioni che sconvolgono le percezioni.
In questo gioco di sperimentazione, mette alla prova l'amore per il disegno geometrico e architettonico che lo accompagna fin dall'infanzia. Nato nei Paesi Bassi e residente nella capitale britannica, questo virtuoso trae ispirazione dalle belle arti e dalla ritrattistica, dall'arte e dal design, dal bianco e nero, dalla luce e dall'ombra, sovrapponendo immagini attraverso il collage digitale e analogico.
Il risultato è una texture in rilievo surreale e onirica che sfida le basi della realtà. L'interpolazione fonde diverse forme legate alla natura, al corpo umano, al volto e al modello geometrico. L'obiettivo del fotografo è quello di plasmare un'altra realtà del mondo secondo la sua immaginazione e visione.


INTRIGO VISIVO
"Guardo alla fotografia attraverso la lente di un designer ", dice Sander Vos. Non c'è da sorprendersi. Le sue influenze includono il Bauhaus e il lavoro di Escher. Quando si tratta di fotografia, prende più facilmente spunto dalle esplorazioni formali e dal carattere enigmatico di Erwin Blumenfeld, che ha rivoluzionato le arti visive e spinto indietro i confini del mezzo.
Ma l'estetica surrealista è chiaramente presente nel suo lavoro, catturando lo sguardo dello spettatore con l'uso creativo e meticoloso della luce, del contrasto e dello spazio negativo. Sander Vos decostruisce abilmente il significato dell'esistente, mettendone in discussione la natura, deviando i movimenti, evocando l'ignoto e invitando alla scoperta, per moltiplicare le vie di fuga, tra figurazione e astrazione.
In questa distorsione del visivo, le sue serie di ritratti dalle atmosfere concettuali riproducono la realtà secondo la sua personale interpretazione del mondo. Una narrazione senza tempo, intrisa di bellezza e poesia.
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